
Il 13 Settembre di quest'anno moriva a Napoli Gaetano Arfè, intellettuale ed esponente del socialismo italiano.
Nato a Somma Vesuviana nel 1925 aderisce alla formazione partigiana Giustizia e Libertà. Nel 1945 si iscrive al Partito socialista, e successivamente, nel 1948, si laurea in Lettere e Filosofia a Napoli.
Dal 1965 è libero docente di storia contemporanea presso le Università di Bari, Salerno, Firenze.
Viene eletto deputato, poi al parlamento europeo, ed infine senatore nel 1987 nelle le liste del PCI, avendo abbandonato il PSI. Importante anche l'esperienza come direttore dell'Avanti.
Uomo di grande rigore morale e politico, Arfè perseguiva insieme l'autonomia socialista e il rinnovamento della sinistra.
Oggi voglio ricordare la sua immensa figura attraverso le parole espresse dal Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano : “Anche nel mutare del contesto politico, è rimasto fino alla fine un acuto e appassionato difensore del patrimonio ideale del socialismo democratico. Nel ricordo di tante discussioni e iniziative in cui siamo stati entrambi fraternamente impegnati — prosegue il Capo dello Stato — desidero in questo momento mettere l’accento sul più ampio riconoscimento che merita la sua figura di studioso, di parlamentare, di europeista, il suo modo limpido e schivo di fare la propria parte nella politica e nelle istituzioni. Napoli, innanzitutto, e l’Italia gli debbono questo riconoscimento”.
Così saluto Gaetano Arfè “un socialista del mio Paese” per citare il titolo di un bel libro a lui dedicato da Ciro Raia.
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